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| Abbiamo buone ragione per credere che nel primo
trentennio unitario le funzioni dirigenziali vengano svolte in parte, ancora per atavici ascendenti, dalla parrocchia e per altra parte, considerevole ormai, dagli esponenti di quelle famiglie di primati locali che abbiamo visto crescere e affermarsi nella seconda metà del secolo. In altre parole, il possesso della scrittura e delle funzioni annesse (che questo notabilato condivide con la Chiesa) e le scelte politiche operate in occasione di passaggi determinanti per il futuro della nazione, formano un patrimonio sociale e culturale aggiuntivo sulla base del quale si legittima ogni forma di egemonia. |
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