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| Nell’analizzare questa terza stagione del
Risorgimento a Segnate prenderemo dunque in esame gli attori, protagonisti o comprimari, della formazione di un particolare quadro di egemonie. Analizzeremo così il ruolo della parrocchia come agenzia istituzionale che, nel divorzio iniziale con lo Stato a livello nazionale, recupera ai livelli locali il suo ascendente integrando posizioni diverse. Ci occuperemo poi di due esponenti del notabilato locale che riteniamo esemplificativi degli sviluppi risorgimentali. Nati infatti nei primi vent’anni dell’Unità e maturati sul finire del secolo, Dialma Spaggiari e Albany Rezzaghi si possono considerare gli eredi – più o meno consapevoli – rispettivamente della “funzione Mai” e, appunto, della “funzione Rezzaghi”. Vedremo poi come una simile dinamica nei vertici della società segnatese, comporti per un verso la definitiva sconfitta del fronte democratico e per l’altro, con la concezione nazionalistica prevalente, la creazione di un terreno politico favorevole tanto agli ideali delle forze nuove del fascismo, quanto, a livello popolare, all’indifferentismo. |
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