Inserto 3
 
Militari caduti per la patria di cui non abbiamo la foto

ALDROVANDI GIOVANNI MARIA DI ANTONIO
Soldato 83° reggimento fanteria (Brigata “Venezia”),
nato il 20 Settembre 1879 a Moglia, figlio di Antonio
e Caffagni Teodora, distretto militare di Mantova,
morto il 22 Gennaio 1918 in prigionia in
Austria per malattia. Anni 38.

CORRADI MARIO DI QUINTO
Soldato 6° reggimento fanteria (Brigata “Aosta”),
nato il 13 Aprile 1899 a Poggio Rusco, figlio di Quinto
e Morselli Cleonice, distretto militare di Mantova,
disperso il 4 Novembre 1917 sull’Altopiano di Asiago
(Monte Malette) in combattimento. Anni 18.

GAVIOLI RIZIERI DI FRANCESCO
Soldato 79° reggimento fanteria (Brigata “Roma”),
nato il 12 Aprile 1880 a Poggio Rusco, figlio di Francesco e
Chiozzini Maria, distretto militare di Mantova,
morto il 30 Agosto 1918 nella 189ª sezione di sanità
per ferite riportate in combattimento. Anni 38.

MAZZOLA CARLO DI MARCELLO
Caporale Maggiore 72° reggimento fanteria
(Brigata “Puglie”), nato il 29 Gennaio 1891 a Bocaina
Braganza (Brasile), figlio di Marcello e Pini Virginia,
distretto militare di Mantova. ?

MICHELINI RICCARDO GIUSEPPE DI PIETRO
Soldato 6° reggimento fanteria (Brigata “Aosta”),
nato il 13 Giugno 1895 a Pieve di Coriano, figlio di Pietro e
Piccina Albina, distretto militare di Mantova,
morto il 9 Novembre 1915 nella 40ª sezione di sanità
per ferite riportate in combattimento. Anni 20.

ROSSIGNOLI ADELINO DI CARLO
Soldato 211° reggimento fanteria (Brigata “Pescara”),
nato il 1° Dicembre 1896 a Nogarole Rocca (VR),
figlio di Carlo e Fazioni Teresa, distretto militare
di Mantova, morto il 15 Agosto 1916 nella 21ª sezione di
sanità per ferite riportate in combattimento. Anni 19.

BOTTURA PAOLO DI ANGELO
Soldato 35° reggimento fanteria (Brigata “Pistoia”),
nato il 7 Gennaio 1890 a Schivenoglia, figlio di Angelo
e Cantadori Carolina, distretto militare di Mantova,
disperso il 10 Giugno 1915 sul Medio Isonzo a Podgora
in combattimento. Anni 25.

COSTA UMBERTO DI LUIGI
Soldato 205° reggimento fanteria (Brigata “Lambro”),
nato il 30 Maggio 1896 a Quistello, figlio di Luigi
e Oliani Amabilia, distretto militare di Mantova,
morto il 10 Agosto 1916 a Gorizia per ferite riportate
in combattimento. Anni 20.

LUPI CARLO DI AUGUSTO
Caporale 64° reggimento fanteria (Brigata “Cagliari”),
nato il 24 Aprile 1886 a Vigarano Mainarda (FE),
figlio di Augusto e Moretti Caterina, distretto militare
di Mantova, morto il 7 Ottobre 1915 nell’ospedaletto
da campo n. 014 per malattia. Anni 29.

MICHELINI ANGELO DI PIETRO
Soldato 64° reggimento fanteria (Brigata “Cagliari”),
nato il 19 Maggio 1886 ad Ostiglia, figlio di Pietro
e Piccina Albina, distretto militare di Mantova,
morto il 3 Ottobre 1915 sul Carso per ferite riportate
in combattimento. Anni 29.

MORTARI LUIGI SECONDO DI GIOVANNI
Soldato 69° reggimento fanteria (Brigata “Ancona”),
nato il 4 Settembre 1882 a San Giacomo delle Segnate
(frazione di Quistello), figlio di Giovanni e Sgarbi Perfetta,
distretto militare di Mantova, morto il 4 Novembre 1918
nell’ospedaletto di campo n.93 per malattia. Anni 36.

ROSSIGALLI GIOVANNI BATTISTA DI NICODEMO
Soldato 231° reggimento fanteria (Brigata “Avellino”),
nato il 13 Marzo 1897 in Brasile, figlio di Nicodemo
e Casagrande Carolina, iscritto di leva nel comune
di Schivenoglia, distretto militare di Mantova, disperso il
27 Agosto 1917 sul Monte Santo in combattimento. Anni 20.

ZENEZINI ATTILIO LORENZO DI ANGELO
Soldato 159° reggimento fanteria (Brigata “Milano”),
nato il 10 Agosto 1883 a Quingentole, figlio di Angelo
e Ghisi Fortunata, distretto militare di Mantova,
morto l’19 Novembre 1916 nell’ospedale militare di Milano
per ferite riportate in combattimento. Anni 33.
 



L’onorificenza “Cavaliere di Vittorio Veneto” venne consegnata ai combattenti della Prima Guerra Mondiale, ancora in vita nel 1968, in riconoscimento del servizio prestato

 

 
Militari, caduti in guerra, nati a Schivenoglia,
ma che al momento della chiamata alle armi non abitavano a Schivenoglia


BELLOTTI PROPERZIO DI GIOVANNI
Soldato 77° reggimento fanteria
(Brigata “Toscana”), nato il 22 Aprile 1882
a Schivenoglia, figlio di Giovanni e Tade
Adele, distretto militare di Mantova,
morto l’23 Aprile 1918 in prigionia
per malattia. Anni 36.

BOLLINI NESTORE DI RIZIERI
Caporale Maggiore 72° reggimento fanteria
(Brigata “Puglie”), nato il 8 Agosto 1891 a
Schivenoglia, figlio di Rizieri e Caleffi Narcisa
distretto militare di Mantova,
morto il 24 Novembre 1915 nell’ospedale
di campo n. 125 per ferite riportate
in combattimento. Anni 24.

CHIERICI GIUSEPPE DI ANSELMO
Soldato 15° reggimento fanteria
(Brigata “Savona”), nato il 27 Settembre
1885 a Schivenoglia, figlio di Anselmo e
Rossini Emilia, distretto militare di Mantova,
morto il 27 Ottobre 1918 nell’ospedale
di campo n. 074 per malattia. Anni 33.

FORMIGONI UMBERTO DI CELESTINO
Soldato 124° reggimento fanteria
(Brigata “Chieti”), nato il 16 Maggio 1879
a Schivenoglia, figlio di Celestino e Spinardi
Adelina, distretto militare di Mantova,
morto il 6 Ottobre 1918 nell’ospedale
di campo n. 172 per malattia. Anni 39.

LONGHINI UMBERTO DI GIUSEPPE
Soldato 3ª compagnia di sussistenza,
nato il 4 Febbraio 1878 a Schivenoglia,
figlio di Giuseppe e Vanini Candida,
distretto militare di Mantova,
morto il 31 Agosto 1917 nell’opsedale
di Mirandola in seguito a tifo. Anni 39.

BETTONI VENERIO DI FLAMINIO
Soldato 267° reggimento fanteria
(Brigata “Caserta”), nato il 22 Settembre
1899 a Schivenoglia, figlio di Flaminio e
Casari Erminia, distretto militare di Cremona,
morto l’15 Giugno 1918 sul Piave per ferite
riportate in combattimento. Anni 18.

BORELLI ARTURO DI STEFANO
Caporale Maggiore 201° reggimento fanteria
(Brigata “Sesia”), nato il 13 Giugno 1888
a Schivenoglia, figlio di Stefano e Forapani
Maria, distretto militare di Mantova,
morto il 20 Maggio 1916 sul Monte Forato
per ferite riportate in combattimento.
Anni 27.

FARSONI ARCADIO DI PASQUALE
Soldato 5° reggimento bersaglieri, nato
il 2 Novembre 1883 a Schivenoglia, figlio di
Pasquale e Piva Carolina, distretto militare
di Mantova, morto il 16 Giugno 1916
nell’ospedale di campo n. 154 per ferite
riportate in combattimento. Anni 32.

FRANZOSI FERNANDO DI GUERRINO
Soldato 162° reggimento fanteria
(Brigata “Ivrea”), nato l’8 Febbraio 1897
a Schivenoglia, figlio di Guerrino e Andreoli
Tersilla, distretto militare di Mantova,
morto il 18 Luglio 1918 in Macedonia per
ferite riportate in combattimento. Anni 21.

PULICA CORIOLANO DI GIUSEPPE
Soldato 64° reggimento fanteria
(Brigata “Cagliari”), nato il 1° Febbraio 1885
a Schivenoglia, figlio di Giuseppe
e Castaldelli Angelica, distretto militare
di Mantova, morto il 18 Aprile 1916 sul Monte
Coston d’Arsiero per ferite riportate
in combattimento. Anni 31.

BETTONI VITTORIO DI FLAMINIO
Soldato 278° reggimento fanteria
(Brigata “Vicenza”), nato il 9 Febbraio 1897
a Schivenoglia, figlio di Flaminio e Casari
Erminia, distretto militare di Mantova, disperso
il 28 Agosto 1917 sull’Altopiano
di Bainsizza in combattimento. Anni 20.

CAPPI LUIGI DI COSTANTINO
Caporale 73° reggimento fanteria
(Brigata “Lombardia”), nato il 1° Luglio 1896
a Schivenoglia, figlio di Costantino
e Carpeggiani Adelmina, distretto militare
di Mantova, disperso il 3 Novembre 1917
nel ripiegamento al Piave in combattimento.
Anni 21.

FEDERZONI ODDONE DI EVARISTO
Caporale 86° reggimento fanteria
(Brigata “Verona”), nato il 9 Novembre 1894
a Schivenoglia, figlio di Evaristo e Chierici
Virginia, distretto militare di Mantova,
disperso il 29 Agosto 1915 sul Medio Fiume
Isonzo in combattimento. Anni 20.

FREGO TULLO DI ENRICO
Caporale maggiore 149ª compagnia
mitraglieri Fiat, nato il 6 Luglio 1893
a Schivenoglia, figlio di Enrico e Boccaletti
Carolina, distretto militare di Mantova,
morto il 26 Maggio 1917 sul Carso nella battaglia
di Medeazza per ferite riportate
in combattimento. Anni 23.

RONCAGLIA GIOVANNI DI BIAGIO
Soldato 50° battaglione Milizia Territoriale,
nato il 6 Marzo 1876 a Schivenoglia,
figlio di Biagio e Papotti Dosolina,
distretto militare di Mantova,
morto il 18 Giugno 1918 in prigionia
per malattia. Anni 42.

BOLLINI ARNALDO DI RIZIERI
Caporale maggio 6° reggimento fanteria
(Brigata “Aosta”), nato il 30 Settembre 1893
a Schivenoglia, figlio di Rizieri e Caleffi
Narcisa, distretto militare di Mantova,
morto l’8 Giugno 1916 sull’Altopiano
di Asiago in combattimento. Anni 22.

CASTAGNOLI SANTE DI ANTONIO
Soldato 50° reggimento fanteria
(Brigata “Parma”), nato il 1° Novembre 1883
a Schivenoglia, figlio di Antonio e Giovannoni
Perfetta, distretto militare di Mantova,
morto il 2 Novembre 1916 nell’ospedale
di campo n. 069 per malattia. Anni 33.

FERRARI OSVALDO DI SERAFINO
Soldato 89° reggimento fanteria
(Brigata “Salerno”), nato il 28 Novembre
1887 a Schivenoglia, figlio di Serafino
e Ferraresi Carolina, distretto militare di
Mantova, catturato il 21 Maggio 1916
e scomparso durante la prigionia.

GOZZI PIETRO DI GIUSEPPE
Soldato 8° reggimento fanteria
(Brigata “Cuneo”) , nato il 4 Aprile 1891
a Schivenoglia, figlio di Giuseppe e Vanzini
Elisa, distretto militare di Mantova,
disperso il 15 Ottobre 1916 sul Carso
in combattimento. Anni 25.

TRALDI QUINTO DI VITTORIO
Soldato 254° reggimento fanteria
(Brigata “Porto Maurizio”), nato il 8 Ottobre
1896 a Schivenoglia, figlio di Vittorio
e Magnani Itala, distretto militare
di Mantova, morto il 6 Dicembre 1917
in prigionia per malattia. Anni 21.
 



Foglio di congedo di Cotti Euripide

 

 
Ospedale da campo 026

Le bianche pareti della camera
son come parentesi quadre,
lo spirito vi si riposa
fra l’ardente furore della battaglia d’ieri
e l’enigma fiorito che domani ricomincerà.
Sosta chiara, crogiuolo di sensi multipli,
qui tutto converge in un’unità indicibile;
misteriosamente sento fluire un tempo d’oro
dove tutto è uguale : ....

Ardengo Soffici, ufficiale



Un anno sull’altopiano

Il caporale si rovesciò indietro e cadde su di noi. La palla lo aveva colpito alla
sommità del petto, sotto la clavicola, attraversandolo da parte a parte.
E il sangue gli usciva dalla bocca.
Gli occhi chiusi, il respiro affannoso, mormorava: «Non è niente, signor tenente».
Prima tanto forte pieno di vita, ora era sfinito. Steso sul lettino da campo, le labbra
bianche, immobile, sembrava un cadavere. Solo una contrazione della bocca,
simile ad un sorriso amaro, mostrava che egli viveva e soffriva.
Non è vero che l’istinto di conservazione sia una legge assoluta della vita.
Vi sono dei momenti, in cui la vita pesa più dell’attesa della morte.

Emilio Lussu
Ufficiale della Brigata Sassari



E ora andiamo

Nella notte odo scoppi sopra di me, nel bosco. Ma in quel buio, ignaro del luogo
e con il corpo contro la parete di terra, mi pare di essere riparato. Fuori rade voci
basse, indistinte e uno scalpiccio frequente di passi pesanti.
La mia vita, le persone, gli affetti, tutto mi sembra lontano, fuori di me, quasi appartenente ad un mondo irreale, fantastico. Livorno, Cremona, la mia casa, tutto
sfugge come non vissuto. Unica realtà, potente, formidabile: la guerra. E mi sento
preso, trascinato inerte nei tentacoli di un mostro immane, spaventoso: la morte...

Mario Muccini, sottotenente



Guerra del ‘15

Il cannoneggiamento è continuo. Questo non poter vedere, questo non saper nulla
di preciso è umiliante e inquietante insieme. Esco di tanto in tanto sulla strada.
Vengono giù i feriti, molte barelle. Interrogherei tutti quelli che possono ancora
camminare, reggersi da sé, ma basta guardare le loro facce: non una che mostri
coscienza di quel che succede; esprimono, ugualmente, una stanchezza cieca, una
fatale passività; sono come delle bestie sfinite, vicine a morire, che non desiderano
altro che un angolo appartato, per finir tranquille.

Giani Stuparich, combattente della guerra 1915-18



I vinti di Caporetto

E, come già dissi, per tutto il gennaio (1917), il febbraio e il marzo, quasi ogni giorno
qualcuno, ufficiale o soldato, moriva. Ormai il vitto si riduceva ai minimi termini:
comparve persino alla nostra mensa della foca triturata, in minuscole porzioni; e
quella carnaccia nera, oleosa e disgustosa sembrava a taluni una primizia gradevolissima.
Ognuna di quelle grevi giornate, ne eravamo persuasi, ci avvicinava tutti,
fatalmente, alla fine.

Guido Sironi, tenente



Il sorriso dell’obice - Dario Malini

Per un po’ non riesco a pensare a nulla, mi limito a tastarmi ripetutamente il corpo
cercando di assicurarmi d’essere ancora intero. Poi mi raggiunge il mulo, che evidentemente si era nascosto nei dintorni, e infine i ragazzi, sbandando come ubriachi.
Ci abbracciamo con folle trasporto mentre le bestie festeggiano ragliando con
voce quasi umana. Scampato un pericolo, si è increduli di vivere ancora, di non aver
subito danno, e si viene colti come da un’irragionevole felicità.

Walter Giorelli, pittore soldato



Tutti avevano la faccia del Cristo

Tutti avevano la faccia del Cristo nella livida aureola dell’elmetto. Tutti
portavano l’insegna del supplizio nella croce della baionetta. E nelle
tasche il pane dell’Ultima Cena e nella gola il pianto dell’ultimo addio.

Anonimo
Poesia scolpita nella Galleria del Castelletto alle Tofane



A ogni ufficiale morto

Beh, come vanno le cose in Paradiso? Vorrei tu potessi dirlo,
perché mi piacerebbe sapere che stai bene.
Dimmi, hai trovato la luce perpetua
o sei stato risucchiato dalla notte eterna?
...
In qualche modo ho sempre pensato che ce l’avresti fatta,
eri così disperatamente attaccato alla vita:
hai fatto di tutto per cercare di salvare la pelle,
ben sapendo quanto il mondo aveva da dare.
Scherzavi sulle bombe, il solito discorso “di lavoro”,
eri attaccato al tuo mestiere sporco e lo facevi bene:
dicendo “Gesù Cristo! quando finirà?
tre anni... è l’inferno se non sfondiamo le loro linee”.

Sigfried Sassoon, ufficiale inglese



Sul Monte San Marco

Quello ch’ieri dormiva
nella trincea presso a me,
nello stesso cubicolo, fratellino di culla:
non risponde,- ho chiamato!-
non risponde più;
non gli giunge il grido del mio cuore.....O, tu compagno,
mi cerchi mi preghi, anche tu,
mi chiami......,
io non sento
non rispondo più!

Vann’ Anto’ (Giovanni Antonio Di Giacomo), tenente



Pasubio

Morto. Lacerato. Smembrato.
Mamma, cosa ne dici? Il figlio ti hanno preso!
Tu non lo vedrai mai più. Neppure il suo cadavere.
Forse oggi riceverai una lettera:
“Sono sano, sto bene”.
Poter piangere, gridare, urlare!
Più non posso mandare giù tutto ciò, non ci riesco più!
Più non posso stare qui seduto tranquillo!
Tutto finisce. Tutto ha un limite.
Lanciarsi con la testa contro questa roccia,
fino a stramazzare al suolo, fino a perdere conoscenza.

Robert Skorpil, ufficiale austriaco
 



Arrigo Volponi (primo a sinistra)
 

 



Antenati della famiglia Gavioli (Gian)
 

 



Alfredo Andreoli
 

 



Ferruccio Orfeo Bergamini (secondo da sinistra)