Dicembre
 
Carlo Bellintani Francesco Bussolotti Alfredo Andreoli

Per esempio, sebbene le trincee di tutti gli eserciti, nel secondo anno di guerra, fossero oramai costellate di mitragliatrici, i soldati erano obbligati a gettarvisi contro armati solo di fucili con le baionette innestate, esattamente come quando le battaglie si risolvevano in campo aperto. Quindi un giorno venivano massacrati gli Italiani o i Francesi, il giorno dopo gli Austriaci o i Tedeschi. Questo fu uno dei motivi per cui la Grande Guerra si concluse con la più terribile strage mai compiuta dall’umanità fino a quella data. Ma anche gli alti comandi (quelli italiani, per esempio) ci misero del proprio per peggiorare la situazione: il bravo soldato, secondo i capi militari, doveva andare all’attacco in posizione eretta e a testa alta. Strisciare a terra o gettarsi in una buca per ripararsi dal fuoco come per esempio si insegna oggi ai marines o ad altri reparti d’assalto durante gli addestramenti, allora era considerato una prova di vigliaccheria e chi veniva sorpreso a farlo veniva immediatamente processato da un tribunale militare. Sulla posizione da tenere (petto al nemico, passo di corsa, viso fieramente al vento) il generale Cadorna scrisse un apposito libretto che le truppe dovevano conoscere a memoria. Sappiamo tutti com’è andata. Anche Schivenoglia fu tenuta a dare il proprio contributo di sangue e sacrifici, come testimonia la lapide commemorativa sulla facciata
dell’edificio che ospita la scuola elementare. Alla fine si arrivò alla cifra record di nove milioni di morti, ma come tutti sanno, i record sono stati inventati per essere, un giorno, superati e così la sistemazione politica della carta geografica d’Europa, scaturita dal trattato di pace di Versailles, poneva con scientifica precisione le basi per il successivo bagno di sangue, ben più terribile del primo: la seconda guerra mondiale. Vogliamo sperare che la storia abbia aperto gli occhi a questa disorientata umanità sugli errori da evitare?

Paolo Cuoghi