Dicembre
La corte Tredicino e la Chiesetta di Brazzuolo visti da via Argine
 
Il volo della fenice

Calmo il deserto nella notte silente,
sotto un mantello steso da una luna bianca,
in un mondo tormentato dai giorni dell'ira,
con un grande soffio che non d voce alla vita.

Come un fiore di loto si erge questa terra,
vestita da gracili petali dai profumi d'incenso,
che satura le infide sabbie di dimore immobili,
dove su stuoie pregano madonne senza lacrime.

Sfinita dal pegno doloroso verso i suoi figli,
calpestata nei secoli da fedeli ed infedeli,
non trova pace nelle discordie atroci,
che liberano veleni nella purezza del cielo.

Tanti occhi vorrebbero vedere all'orizzonte,
sorgere un'alba immune da tempeste,
con la coscienza di vincere il mostro dell'odio,
che attecchisce e germoglia ei tristi frangenti.

Senza fine gravita il terrore nel buio opprimente,
nelle martoriate contrade dei minareti,
dove Dio ha messo piede per divulgare l'amore,
ma dove un fuoco cova e brucia sotto le ceneri.

Solo il calore del corpo d senso alla vita,
sorgente ineffabile che alimenta ogni sogno,
non vuole la gloria la sua fiamma immortale,
che illumina la strada nel lungo cammino.

La pace intrisa e sepolta da ceneri ardenti,
ribolle ed invoca la speranza di giorni migliori,
per liberarsi finalmente dal giogo funesto di schiavit,
e risorgere per il mondo come nel volo della fenice.

Lino Modenese - Novembre 2000