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| E’ stata veramente un’opera di grande
impegno e sacrificio. Riportare a Schivenoglia un po’ dello
“Schivenoglia” ci fa sentire più vicino questo pittore che, partendo da
un piccolo paese, si è fatto strada non solo nella pittura ma anche
nella tutela dei beni artistici per il ruolo di responsabilità che ha
ricoperto sul territorio mantovano. Avere nelle nostre case le immagini di espressioni artistiche di alta qualità ci aiuta a pensare al bello e al positivo che l’uomo può compiere. Se vogliamo raggiungere traguardi importanti dobbiamo avere mete ancora più importanti. Questa non è l’ambizione del “carrierista” ma il cammino che l’opera d’arte ti mette davanti. A nome dei curatori dell’opera ringrazio le Soprintendenze e le Autorità Ecclesiastiche per i permessi accordati. Don Alberto
Ancellotti |
| Nel corso dei secoli la comunità di
Schivenoglia ha donato i natali al pittore Francesco Maria Raineri detto
“Schivenoglia“, nato nel 1676 e morto nel 1758, di cui una delle opere
più importanti è un San Sebastiano, esposto nella Basilica di S. Andrea
in Mantova. Osservando le sue opere l’uomo si confronta e con grande emozione si sforza di definire il significato di arte, in modo da comprenderla e considerarla come un reale dono alla collettività. Di fronte a tanto estro, e con immenso stupore, ci chiediamo dove stiamo andando, cosa stiamo cercando se non i nostri valori e tentiamo di scoprire come l’arte possa aiutare l’uomo a varcare la soglia della speranza e favorire il dialogo fra i popoli. Le opere del Raineri sono sparse in vari luoghi, per cui la pubblicazione dell’intera collezione è resa possibile grazie all’interessamento e alla passione artistica di studiosi locali come il Dott. Eligio Martelli, farmacista del luogo, che pur seguendo la propria attività coltiva la passione per le ricerche storiche, accompagnato dal Sig. Giuliano Spadini, che, oltre a coltivare il suo interesse per la produzione pittorica, è anche ricercatore storico sulle origini di Schivenoglia e in modo particolare sull’artista Raineri. Nell’affannosa e complicata ricerca delle opere, gli studiosi sono stati coadiuvati dalla presenza e dell’apporto determinante del parroco Don Alberto Ancellotti. A tutti loro inviamo la nostra stima e riconoscenza per quanto hanno saputo donare alla comunità di Schivenoglia e per la pagina di storia che ci hanno affidato, che noi tutti orgogliosamente sapremo custodire.
Ghidini Giancarlo |
| Ci sono paesi che sembrano non essere
mai stati toccati da episodi storici o artistici di una certa rilevanza,
ma solo da scene di vita comune, vuoi per la loro posizione geografica,
vuoi per la loro popolazione umile di vocazione contadina. Ora, grazie
all’impegno e alla passione di alcune persone, si scopre che questo
paese ha dato i natali ad un grande artista che era già conosciuto, ma
di cui nessuno aveva messo in luce la vita e le opere in modo integrale.
Perciò un grazie per quest’opera di catalogazione e ricerca costata tempo e denaro, ma che farà in modo che il nome di questo paese, Schivenoglia, venga conosciuto al di fuori dei propri confini. Ad Eligio e Giuliano e a tutti coloro che in un qualche modo hanno partecipato alla realizzazione di questo calendario, stima e gratitudine da parte mia e di tutta la gente di Schivenoglia. Carlo Volponi |
| La presenza sul territorio è
fondamentale per l'Avis; riscoprire un protagonista della scena
artistica mantovana capace di creare opere così affascinanti è per tutti
noi motivo di grande gioia. E' delizioso assaporare le meravigliose e
delicate armonie disegnate da questo pittore e insieme accorgersi
dell'orgoglio di aver avuto un così illustre compaesano.
Sezione Avis di Schivenoglia. |
| Sul finire dell’Aprile 2008, vedrà la
luce il ponderoso catalogo del pittore mantovano Francesco Maria Raineri
(1676-1758) detto “Schivenoglia”, dal paese d’origine. Lo “Schivenoglia”
visse e operò nello stesso periodo del grande pittore mantovano Giuseppe
Bazzani (1690-1769); entrambi furono allievi di Giovanni Canti. Fu
stimatissimo lo Schivenoglia dal Bazzani che “gli dava i suoi quadri a
correggere nonché a giudicare”, mentre le memorie contemporanee dicono
dello Schivenoglia di pittore felice soprattutto “nel dipinger
battaglie, paesi e piccole storiette”. E’ stato difficile recuperare l’opera e la fisionomia di questo nobile artista, perché ben poco restava della sua attività e quasi nulla di certo. In decenni di ricerche e di studi, Giuliano Spadini ha messo insieme un sorprendente catalogo dello Schivenoglia, comprendente non meno di ottanta opere. Con l’occasione del catalogo rivivranno opere per lo più sconosciute al grande pubblico locale e forestiero. Il catalogo può considerarsi una sorta di “prima assoluta” di questo autore troppo a lungo dimenticato e che ora, finalmente viene riconsegnato anche al mondo di quegli studiosi che vorranno scavare ancor più a fondo le veraci ragioni d’arte e di vita dello Schivenoglia, di cui il catalogo rappresenta già un viatico ricco di spunti e argomenti per chi volesse trovare la più giusta collocazione del Raineri nella storia artistica mantovana tra il XVII e il XVIII secolo. Prof. Gian Maria
Erbesato |