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Siamo all’inizio del XVIII secolo; troviamo il maestro Canti al lavoro a Begozzo di Palidano nella Villa Strozzi sicuramente con i componenti della sua scuola, dato che era un occasione per mostrarloro dal vivo la pratica della pittura ad affresco e su tela in Corte, presso famiglie nobili come era uso ai tempi antichi. Fra i nuovi allievi ci sarà stato anche il Giuseppe Bazzani che tutte le cronache danno come condiscepolo dello Schivenoglia pur avendo la bellezza di quattordici anni di meno!! Vogliamo credere che sia andata così, ma per la differenza di età crediamo che, più che condiscepolo possa essere stato proprio allievo, imparando molto di più dal Nostro che dal Canti. Questo giustificherebbe quanto scritto dal Coddè nelle memorie biografi che (opera citata) “…il Bazzani suo condiscepolo lo amò e stimò sempre in modo che molte volte gli dava i suoi quadri a correggere, non che da giudicare, e si valse dei suoi disegni per studiarli”. Se sono stati condiscepoli era logico che i disegni ed i quadri li giudicasse il Canti, caposcuola di entrambi, a meno che il Maestro non fosse più presente. Al tempo del praticantato del Bazzani, lo Schivenoglia era già un pittore fatto con tecnica pittorica ben definita che poteva lavorare in proprio, ed è questo che emerge dallo scritto del Gionta e cioè che la stima e la benevolenza dimostratagli dal Bazzani è quella dovuta dal subalterno. Ma lo Schivenoglia aveva in se il suo stesso nemico, il carattere acido, scontroso, scorbutico, poco accomodante, irriguardoso e senza rispetto per prelati o nobili, peggiorando via via sempre più col passare degl’anni, tanto da attirarsi non poche critiche e inimicarsi personaggi che avrebbero potuto stimarlo. Oggi diremo: un soggetto per niente diplomatico ed accomodante. Carattere a parte, inizia da subito uno strano rapporto tra i due pittori che risulteranno i campioni della prima metà del settecento mantovano, anche se ancora non è ben chiaro in quale periodo del settecento il Bazzani abbia veramente incominciato a dipingere. Stando alle poche fonti sicure il Bazzani iniziò non prima degli anni ’30, quindi quando aveva 40 anni e lo Schivenoglia 54.