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All’inizio del XVIII secolo Francesco Maria Rainieri abitava in contrada Leone Vermiglio, oggi Corso Pradella, domicilio che
tenne fino oltre il 1732 come risulta da vari atti notarili inerenti a divisioni tra i fratelli Raineri o a passaggi di proprietà di terreni a Schivenoglia e Nuvolato, ma già all’inizio settecento era nominato nei detti documenti “Signor pittore”, come era in uso chiamare gli artisti conosciuti e che godevano di una certa fama. In questo periodo dipingeva lavori “in studio” su commissioni soprattutto per l’Autorità Ecclesiastica. Sui lavori per la Curia a questo proposito citiamo l’esauriente articolo di Donatella Martelli apparso in “Documenti e dipinti inediti dello Schivenoglia” in Civiltà Mantovana, quaderno n° 67/68 del 1978, nel quale ci riporta note e documenti (doc. a pag. 42) che anche noi abbiamo avuto occasione di consultare, inerenti a lavori, mandati, retribuzioni, crediti, che il Nostro aveva nei confronti della suddetta sede Vescovile. Da tali documenti però, a nostro avviso, emerge anche che Schivenoglia sembrava essere “di casa” lasciandoci sospettare che in qualche modo approfittasse della parentela che aveva da parte della madre, sicuramente col Canonico Tomirotti, e con altri religiosi, come abbiamo dimostrato, portanti il suo stesso cognome, oppure, cosa plausibile, perché egli stesso era forse un laico con responsabilità nella vita religiosa della Chiesa mantovana.