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E l’affitto dei locali? Ci vogliono 100 lire ogni anno. E poi non solo l’affitto: e i costi di manutenzione dei locali, che sono sempre a carico del Comune, e i mobili, e i banchi, e gli attrezzi didattici? Ci vogliono altre 20 lire abbondanti. E poi c’è la carta, c’è il fuoco, ci sono i lumi. E dove lasciamo i premi e le altre spese di dettaglio? Sono altre 100 lire, lira più lira meno. Si vorrebbero dare libri gratuiti ai bambini poveri, ma non si può, non si può con tutte queste spese. Ma ci si accorge o no che si arriva intorno alla cifra astronomica di 1.000 lire? E poi dicono che l’istruzione non costa niente! E meno male che dei 127 iscritti tra maschi e femmine ne frequentano solo 59 (33 maschi e 24 femmine), se no si comprende bene che la spesa salirebbe alle stelle.