Il vecchione


Scende la sera, e nel pallido cielo,
si addensa un acre di grigior molesto,
librando dal sen un biancor di velo,
che si abbatte fioccante di neve pesto.
Cadono i fiocchi avvolgendo in spire,
la vita che il sol solea irradiare,
tutto è candido, tutto sembra languire,
smarriti e tristi gli uccelli si vedon volare,
E quando ogni luce del giorno si è spenta,
quando v’è tacito nel buio silente,
ogni cuor nel dormir si ripensa,
nei suoi sogni nostalgia si sente.
I bimbi tremanti risognan l’ora,
che il buon vecchio ponga un lindo fringuello,
dove il materno affetto con traboccante amore,
tese in lusinga l’esca e diè speme in quello.
Oh! Caro vecchio che girando vai,
tu ben conosci il viril affetto,
silenzioso e con amor porrai,
un piccolo dono ai bimbi diletto.
Il tuo cuor colmo di bontà pura e mesta,
alla pia speranza darà conforto,
compassion avrai e la tua man lesta,
gioia darà per il giorno risorto.
Contento e d’amor beato,
godrai del piacer dei fanciul giocondi,
che ti ringrazieran e sarai baciato,
con baci che lascian nel cuor echi profondi.

Spino Rotondo, Dicembre 1944