I venti della follia


Nel tempio della discordia non ha confine,
l’ipocrisia del potere che immola le vite,
ai demoni millantatori dell’apocalisse,
che attizzano il rogo riducendole in cenere.
Immerso nella nebulosa dell’effimera gloria,
il mistero dell’uomo si macera nel creare e distruggere,
ma la corazza che indossa non scherma appieno,
il suo gracile corpo dai venti della follia.
Le sue mani hanno intriso le sabbie dell’oblio,
con moltitudini sterminate di anime innocenti,
che si nutrivano nel pane vero della miseria,
impastato dalle privazioni, dal sangue e dal dolore.
L’angoscia stringe in una morsa i sensi dell’amore,
senza pietà si prospettano i giorni terribili dell’ira,
che incatenano negl’abissi insondabili dall’odio,
le umane comprensioni dettate dalla tolleranza.
Dare voce agl’incubi nelle notti insonni,
per squarciare il buio che nelle menti alberga,
e spronare il buon senso di ragiona e pensa,
perché si scenda dai piedistalli con l’aureola della saggezza.

Schivenoglia, Febbraio 2003