Vagabondi nell'io


Camminare! Volare! Sull’onda del pensiero,
per tornare alle origini dei sentimenti,
e seminare nel grembo della verde natura,
dove i ritmi si formano bruciando il tempo.
Che importa se non c’è accademia nella tua voce,
non importa se penne roventi insultano i tuoi versi,
la voce del cuore che esce e parla nel vento,
sarà la poesia che ti accompagnerà nella tua strada.
Tanti si ergono come giudici e demoliscono,
non si contemplano né si scrutano per superbia,
insignendosi con un’aureola di maestri di vita,
e ciò che toccano finisce nel fango.
Anche se le note escono stonate,
il poeta ascolta le parole che detta il cuore,
non sovrastano l’eco che c’è nell’aria,
perché è musica dolce e innocente.
Ondeggiano vellutate e si posano come carezze,
sui ricordi e le inquietudini del dolore,
penetrano nel profondo dell’io creatore,
spargendo i semi per un’umana comprensione.
Non pronunciare e smorzare frasi e parole,
per paura di giudizi affrettati e maldestri,
vuol dire affossare la propria personalità,
rendendosi succubi di nefaste sapienze.

Lama di Mocogno, Luglio 1997