La Biodisponibilità
 
Se la farmacocinetica nasce nel 1937 con gli studi pubblicati da Teorell (1), la questione di una non corrispondenza tra quantità di principio attivo presente in una forma farmaceutica ed efficacia è di poco posteriore (2).
Il concetto di biodisponibilità nasce appunto dall’esigenza di definire questa non corrispondenza.
La definizione del Food and Drug Administration è la seguente: “bioavailability is the rate and extent to which the active moiety is absorbed from a drug product and becomes available at the site of action. For drug products that are not intended to be absorbed into the bloodstream, bioavailability may be assessed by measurements intended to reflect the rate and extent to which the active ingredient or active moiety becomes available at the site of action.” (3).

Su una Gazzetta ufficiale della Comunità Europea (4) la definizione è stata più o meno tradotta con “la velocità e la quantità percentuale della sostanza attiva di un medicinale o di una frazione terapeutica giunta nella sede in cui deve agire quando la sostanza viene somministrata in una particolare forma farmaceutica” e ancora “la biodisponibilità è in genere determinata dal grado, dal tasso e dalla velocità di assorbimento di un medicinale in una particolare forma farmaceutica”.

Dalla definizione dovrebbe logicamente derivare l’espressione “matematica” della biodisponibilità, come avviene di norma in campo scientifico – basti pensare alla velocità o all’accelerazione. Ma da una definizione di questo tipo il passaggio alla formula non è automatico, anche perché nello stesso termine si vogliono far rientrare due idee: da una parte il concetto che solo una parte di quanto somministrato viene effettivamente assorbito, dall’altra che a seconda della velocità con cui la sostanza è resa disponibile al suo sito d’azione l’effetto può variare.
Per i medicinali per uso sistemico somministrati per via orale, si accetta generalmente come approssimazione della concentrazione al sito d’azione la concentrazione nella circolazione sistemica, facilmente misurabile.

Con questa premessa, la prima parte della definizione non pone grossi problemi, dato che si cercherà di stabilire la frazione relativa della dose orale che viene assorbita fino a raggiungere la circolazione sistemica rispetto a formulazioni in soluzione, sospensione o endovena (5).

 

Figura 1. Possibile destino di una sostanza dopo somministrazione orale

 
Considerando per esempio una compressa, questa potrebbe disgregarsi o dissolversi con tempi tali da non rendere possibile il completo assorbimento nel tratto gastro-intestinale, in tal caso la frazione relativa assorbita rispetto alla soluzione, alla sospensione o all’endovena risulterà minore di 1. Per i principi attivi metabolizzati nel fegato vi sarà un più o meno marcato effetto di primo passaggio epatico (first-pass effect): la sostanza può anche essere completamente assorbita attraverso le membrane del tratto gastro-intestinale, ma da qui entra nella circolazione portale e giunge al fegato, dove viene in parte metabolizzata prima di raggiungere la circolazione sistemica. Anche in questo caso la frazione relativa rispetto ad un’endovena risulterà minore di 1. Si comprende allora perché alcuni principi attivi vengano somministrati per via sublinguale o transdermica, così da raggiungere la circolazione sistemica senza prima passare attraverso il fegato. Una volta raggiunta la circolazione sistemica infatti bisogna pensare che nei successivi passaggi solo una piccola frazione del sangue circolante viene incanalata nella circolazione portale e quindi il principio attivo in essa contenuto metabolizzato, il resto rimarrà disponibile.
 
(1) Teorell, T. , 1937 a –b .Kinetics of Distribution of Substances Administered to the Body. Arch Int. Pharmacodyn. 57: 205-240.
(2) Clayton, M. M., Folsom, M. T., 1940. A method for the study of the availability for human nutrition of the vitamin C in foods, with application to the study of the potato. J. Home Econ. 32: 390.
(3) 21 CFR 320.1
(4) Direttiva del Consiglio n. 87/21/CEE, Allegato X – studio della biodisponibilità. Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee n. L73/27-29: 16.3.1987.
(5) Guidance for Industry – Bioavailability and Bioequivalence Studies for Orally Administered Drug Products – General Considerations. FDA – CDER, ottobre 2000.